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Welfare aziendale

Le normative, i vantaggi e i principali benefit

Sempre di più, le aziende stanno attivando iniziative di welfare aziendale, avendo come obiettivo principale quello di migliorare il benessere dei collaboratori e delle loro famiglie.

Le principali novità in ambito di welfare, dapprima con la legge di stabilità del 2016 e successivamente con quelle del 2017 e 2018, sono state l’introduzione del:

  • Welfare contrattuale, che attesta la volontà del legislatore di promuovere il welfare aziendale nell’ambito di accordi tra azienda e lavoratore. Questa tipologia prevede agevolazioni fiscali e contributive.
  • Voucher, un documento di legittimazione che permette di usufruire di prestazioni di welfare aziendale. Il voucher, rappresenta un valore nominale, non figurante come importo di denaro.

 

Con la legge di stabilità 2016 sono stati rivisti i contenuti della lettera f comma 2 art.51 dei TUIR, ed è stata introdotta la lettera f-ter. La principale novità consiste nel riconoscimento di agevolazioni tramite la formalizzazione di accordi di tipo contrattuale o sindacale, precedentemente previste solo a seguito di una scelta individuale di un datore di lavoro. L’obiettivo prospettato con l’introduzione della lettera f-ter è la realizzazione di una conciliazione dei tempi vita privata- lavoro.

Buoni pasto, assistenza sanitaria, voucher e convenzioni per acquisti o servizi a prezzi scontati sono tra le misure generalmente più note al grande pubblico in materia di welfare aziendale. Ben più vario è tuttavia l’insieme di iniziative attraverso le quali, nella forma non tanto di denaro quanto piuttosto di beni e servizi a integrazione del sistema retributivo monetario, le aziende possono farsi carico dei bisogni dei propri dipendenti e dei loro familiari, venendo così ad assumere una funzione d’integrazione sussidiaria dalla valenza anche sociale. Funzione il cui valore è peraltro riconosciuto anche dallo Stato, che consente, entro i limiti fissati dalla legge, la detassazione dei servizi eventualmente forniti dall’azienda.

Un elemento che può poi risultare vantaggioso sia per le aziende sia per i dipendenti è quello della natura fiscale: semplificando, potremmo dire che, a mezzo di piani di welfare, può essere offerto ai lavoratori un panel di servizi e benefit non monetari il cui valore, a parità di costi aziendali sostenuti, risulta essere superiore rispetto a quello generato dall’erogazione diretta della corrispondente cifra in busta paga. L’attuale quadro normativo prevede infatti che tali beni non concorrano alla formazione di reddito da lavoro dipendente e consentono all’azienda di beneficiare della deducibilità dei costi, favorendo peraltro (almeno a livello potenziale) forme di investimento in tecnologie, produttività e sviluppo che possono riverberarsi positivamente su lavoratori e imprese.

Nei recenti rinnovi dei contratti collettivi nazionali dei settori orafi, telecomunicazioni e case di cura (personale non medico), si prosegue il percorso intrapreso con il rinnovo del CCNL metalmeccanici.

Sono quasi 2 milioni i dipendenti coinvolti dall’introduzione di servizi welfare:

  • Per il settore metalmeccanico è previsto un welfare aziendale per un valore pari a €200 dal 1° giugno 2019
  • Per il settore delle telecomunicazioni, dal 1° giugno 2018, è previsto un welfare aziendale per un valore pari a €120
  • Per il settore di orafi, argentieri e gioiellieri, entro giugno 2020, è previsto un welfare aziendale per un valore pari a €200
  • Per i dipendenti delle case di cura, centri analisi, poliambulatori, servizi assistenziali e servizi socio-salinati, è previsto un welfare aziendale per un valore pari a €200 (nel mese di giugno).

Tra i principali benefit potenzialmente a disposizione delle imprese e dei lavoratori, oltre a sanità, istruzione e previdenza per tradizione visti come i pilastri del welfare aziendale ci sono quelli legati all'area ricreativa, passando per i cosiddetti fringe benefits (ad esempio, il cellulare aziendale) e i servizi di conciliazione, vale a dire tutte quelle misure pensate con un occhio di riguardo per la conciliazione tra vita lavorativa e privata del lavoratore:

  • Assistenza sanitaria integrativa
  • Buoni pasto, buoni shopping e buoni benzina
  • Servizi di trasporto collettivo casa-lavoro
  • Istruzione a rimborso
  • Assistenza a familiari anziani o non autosufficienti
  • Assicurazioni rischio non autosufficienza e malattia grave
  • Contributi previdenziali e assistenziali
  • Fringe benefits
  • Voucher
  • Mutui e finanziamenti
  • Altri servizi

Quando si parla di welfare, si parla dunque di uno strumento strategico: dalle possibili agevolazioni fiscali all'eventuale ritorno in termini di retention ed employer branding.

Perché investire risorse in progetti di welfare aziendale può essere vantaggioso per un'azienda?

Indubbiamente, farsi carico di un piano di welfare aziendale richiede degli investimenti, anche notevoli, in termini di tempo, risorse umane ed economiche.

Ma un'impresa sana e di successo non può fare a meno, per essere e mantenersi tale, di avere dipendenti appagati e soddisfatti del proprio ambiente di lavoro i quali, a propria volta, possono diventare un'utile leva strategica per attrarre nuove risorse di talento. In altri termini, la possibilità di distinguersi dai propri competitor anche grazie al welfare aziendale rappresenta sempre più spesso, soprattutto per medie e grandi imprese, una modalità essenziale per attrarre capitale umano di valore, da un lato, e favorire la retention di risorse valide, dall'altro. 

Miglioramento del clima di lavoro e della qualità delle relazioni interne all'azienda, maggiore motivazione dei dipendenti e aumento del livello di engagement da parte dei propri collaboratori sono dunque, in quest'ottica, solo alcuni dei risultati tangibili di come il welfare aziendale possa favorire la stabilità di un'impresa e migliorare, di riflesso, la quantità e la qualità del lavoro svolto al suo interno. Diverse indagini evidenziano infatti come l'erogazione di servizi di welfare aziendale favorisca l'instaurarsi di un rapporto positivo di fiducia tra azienda e dipendente, aumentando la motivazione e il senso di appartenenza di quest'ultimo.

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